Il Festival Cantiere

La prima e più significativa esperienza di residenza teatrale in Sardegna

Per risiedere a Montevecchio riaprirono, pulirono, organizzarono e resero vivi luoghi, stanze, spazi che da vent’anni non venivano più usati. E si resero subito conto che il loro lavoro doveva essere aperto al pubblico, che il teatro poteva trovare a Montevecchio un luogo per essere mostrato come tale, comunicato come impegno, fatica, ricerca, apprendimento.

E nacque l’esigenza di aprire le prove, coinvolgere le persone, far capire che dietro un’ora di spettacolo “finito” ci sono ore e ore, giorni, settimane di preparazione. Il primo “evento” pubblico fu la “mise en espace” di Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni: uno spettacolo che si sviluppava in tre tappe (Dune di Piscinas, Laveria di Naracauli, Chiostro della Direzione) lungo quindici chilometri di territorio. L’anno dopo ai teatranti professionisti si unì un centinaio di ragazzi, in parte provenienti da Guspini e in parte dall’intera provincia.

Molti di questi diedero vita, sotto la guida di Elio Arhemalle a Gli Argonauti – Viaggio di ritorno: un’esperienza straordinaria e artisticamente indimenticabile attraverso la quale Carpe Diem si rese conto che l’iniziativa diventava “necessaria” solo se permetteva anche ai giovanissimi di imparare a fare teatro, ma, soprattutto di imparare a credere ai propri sogni.

L’impronta dei primi due anni, la sintesi di ricerca, studio, lavoro e apprendimento e formazione ha, poi, sostanziato tutto il percorso proseguito nelle edizioni successive.
Quella di Montevecchio è stata una rara e straordinaria occasione che ha permesso ad una comunità di attori, danzatori, registi, tecnici, artisti e musicisti di sperimentare, nello scambio di esperienze fra solidi professionisti dello spettacolo e giovani “apprendisti”, modalità di formazione e realizzazione di progetti ed eventi originali per gli straordinari luoghi e spazi del Parco Geominerario. Con le sue sedici edizioni realizzate, il Festival/Cantiere di Montevecchio è stata una delle iniziative più originali di formazione, sperimentazione, produzione e realizzazione di eventi non solo della Sardegna ma anche in campo nazionale ed internazionale.
Nata, pionieristicamente, nel 1996 come luogo di “ritiro” e di prova, l’iniziativa di Carpe Diem è diventata negli anni una realtà straordinaria e un punto di riferimento sia per molti professionisti sia per giovani sardi ed europei che hanno deciso di formarsi e crescere professionalmente nel teatro, nella musica, nella danza.

2013

/ Il Festival Cantiere si trasferisce

Da Montevecchio alla “Casa delle Storie”

Sono passati diciotto anni dall’agosto del ’96 quando, guidati da Aurora Aru che in quel luogo era nata e cresciuta, un gruppo di qualche decina di persone fra attori, fotografi, musicisti e giornalisti salì nel villaggio e nella miniera di Montevecchio riaprendo le porte di spazi meravigliosi abbandonati da troppo tempo. In seguito, fino al 2010, una straordinaria comunità di artisti professionisti e di giovani provenienti dalla Sardegna e da tutto il mondo ha restituito a Montevecchio lavoro creativo, cultura, luce, suoni, gioia di creare e di crescere condividendo sogni e progetti. Dalla prima mise en espace di “Passavamo sulla terra leggeri”: un evento che si snodava lungo venti chilometri, partendo dalle Dune di Piscinas arrivando al chiostro della Direzione dalla Miniera passando per la laveria di Naracauli fino a un allestimento molieriano nella Cernita dei Cantieri di Levante, il Festival ha sempre realizzato eventi unici capaci di dare, attraverso le emozioni del teatro, nuova vita e identità ai luoghi.
Poi la miopia e la mancanza di progetto di un’amministrazione comunale ha fatto sì che non fosse più possibile proseguire con quell’eccezionale esperienza e nella miniera di Montevecchio è ritornato il silenzio. Oggi quel luogo è, nel migliore dei casi, un museo privo di vitalità che guarda solo al passato senza alcuna proiezione verso il futuro.
Così Progetti Carpe Diem ha scelto altri luoghi e, passando prima per alcune tappe a Collinas e a Cagliari, ha scoperto in Sardegna un’altra struttura “unica e originale” dove, da tre anni, ha deciso di “abitare” e di proseguire nel proprio progetto: la Casa delle Storie di Soleminis.

Lo spazio /
La Casa delle Storie è una residenza/atelier immaginata da un’artista nordeuropea, realizzata con materiali tipici dell’architettura sarda immersa in un paesaggio mediterraneo potente. Un luogo con una sala per le prove e le rappresentazioni e un’arena esterna capace di ospitare centinaia di spettatori. Una casa in cui gli artisti possono vivere, creare, incontrarsi, confrontarsi fra loro e con il pubblico.

L’ispirazione /
Cos’è rimasto oggi dello spirito delle prime edizioni? Appunto la volontà e la capacità di riunire in Sardegna una comunità di artisti di grande e riconosciuto livello perché attraverso il lavoro di ricerca, gli spettacoli, la progettualità, la formazione possano fra di loro e con il pubblico condividere idee, esperienze, emozioni.
Da sempre ciò che più distingue il progetto di Carpe Diem è, infatti, la volontà di superare l’atteggiamento “autarchico” e autoreferenziale che connota il panorama teatrale regionale, attraverso la collaborazione con i migliori elementi artistici della scena nazionale del teatro d’innovazione.
Negli anni e in tempi non sospetti grazie a Progetti Carpe Diem hanno debuttato in Sardegna artisti come Ascanio Celestini, Maria Paiato, Barbara Nativi, Silvia Gallerano, Arianna Scommegna , Marco Cavicchioli ma anche, in tempi più recenti, Oscar De Summa , Ilaria Drago, Carrozzeria Orfeo, Marta Cuscunà per non parlare di Giuliana Musso che ha “eletto” la Casa delle Storie come luogo ideale per progettare i suoi nuovi lavori.

E insieme a questi “ospiti-amici” Progetti Carpe Diem ha costruito nel tempo un rapporto solido con un gruppo di attori e di artisti che possiamo definire come la “prepotente forza-lavoro” del Cantiere: Giusi Merli, Francesco Bonomo, Daniel Dwerryhouse, Andrea Macaluso, Mila Vanzini, Anna Maria De Luca, il regista cinematografico Marco Antonio Pani, il musicista Francesco Morittu.
In sintesi si può dire che questi venti anni di lavoro possono essere riassunti in pochi concetti: confronto, condivisione, stima e rispetto fra e per gli artisti, stima e rispetto per e con il pubblico. Concetti che sostengono anche il programma della prossima edizione.
Va sottolineato il coraggio progettuale e organizzativo di Progetti Carpe Diem che pur nell’incertezza di finanziamenti pubblici sempre più ridotti ha deciso di dare vita ad un festival così denso e pieno di presenze prestigiose e progetti impegnativi.

2016

/ Ancora in viaggio

Il trasferimento dalla Casa delle Storie di Soleminis è avvenuto a fine maggio 2016. Nella località campidanese con i cui cittadini e con la quale amministrazione per anni si era costruita una relazione straordinaria, si è continuato, comunque, a proporre e realizzare una serie di appuntamenti spettacolari sia in primavera sia in concomitanza con lo svolgimento autunnale del Festival Cantiere.
Trasferendo la sua sede operativa da Soleminis a Cagliari, la Casa delle Storie ha “portato” nel capoluogo una parte importante del lavoro svolto in precedenza e ha ritrovato spazi e luoghi già sperimentati negli anni. Il Festival Cantiere di Lavoro Teatrale ha, nel 2016, tagliato il traguardo della XXI edizione. Continuità e innovazione sono le parole chiave di un Festival profondamente legato ai luoghi che abita, ambienti ideali in cui sviluppa la propria attività.
In programma un’intensa anteprima tra Cagliari (30 Agosto e 25 settembre), Soleminis (26 settembre) e preludio dei giorni di residenza, laboratori e spettacoli che sono andati in scena a Pau e nel parco del Monte Arci e ad Ales (dal 27 settembre al 2 ottobre).

I luoghi /
Un festival itinerante che incontra nuovi spazi e torna sui palchi a cui è da tempo legato. A Soleminis, dove Carpe Diem con il progetto La Casa delle Storie ha dato vita a fertili residenze artistiche e ad alcune memorabili edizioni del Cantiere, gli spettacoli si terranno nella storica Casa Corda Spada, al centro del paese. A Cagliari, a fare da quinta a una lunga serata di musica, parole e teatro è stata La Corte in Giorgino, che già aveva ospitato nel 2006 la rassegna Storie di donne (con, tra le altre, Maria Paiato e Arianna Scomegna).

Villaggio Campeggio Montano di Sennixeddu /
A Pau gli spazi “abitati” dal Festival Cantiere sono stati diversi. Il Villaggio Campeggio Montano di Sennixeddu ha permesso la permanenza, per il periodo, di una numerosa compagine di artisti e ha offerto la possibilità ad un gruppo di spettatori di vivere dall’interno lo svolgersi del Festival e di condividere le varie fasi di prova e allestimento degli spettacoli; L’Ostello Rifugio di Monte Arci con le sue sale interne è stato il luogo delle prove e dei laboratori che si sono svolti durante il Cantiere.

Il Caffè Letterario/Biblioteca Comunale /
luogo di studio e convivialità che, da quando è stato inaugurato nel 2016, ha inciso fortemente nella dimensione sociale e socializzante della cittadina ed è stato la cornice (con i suoi spazi interni ed esterni: la corte a loggiato, le sale delle biblioteca, il giardino-uliveto con la sua arena naturale) in cui si sono svolti gli spettacoli di minori dimensioni tecniche e che avevano la necessità di un rapporto più intimo con il pubblico: recital concerti, reading, spettacolo finale del laboratorio ragazzi.

La piazza-arena del comune /
Un luogo con un palcoscenico attrezzato realizzato in un belvedere che si affaccia sull’altipiano de La Giara. Un panorama mozzafiato che faceva da sfondo alla scena con un effetto davvero emozionante.

La Chiesa campestre di Santa Prisca /
all’interno della quale si sono svolti un concerto di musica d’autore e uno spettacolo teatrale di grande intensità.

Il bosco di Monte Arci /
fra i cui alberi e spazi verdi è stata sviluppata la produzione originale nata appositamente per il festival Autumn Dream / Sogno d’autunno. Sempre all’interno del bosco sono stati realizzati uno spettacolo/perfomance multimediale di danza e l’evento che ha portato il pubblico a sperimentare la formula del trekking/spettacolo.