Chi siamo

Ciò che ha sempre caratterizzato l’attività di Progetti Carpe Diem nei suoi ormai più di venti anni di attività all’interno del panorama sardo della cultura e dello spettacolo è la volontà di produrre progetti e realizzare spettacoli, laboratori, eventi che coinvolgessero le migliori risorse artistiche del teatro d’innovazione sia del territorio regionale sia del territorio nazionale.

Negli anni giovani attori e musicisti sardi hanno studiato, lavorato, collaborato a fianco di più maturi artisti.
Fra questi maestri che agiscono nei centri teatrali e nei teatri più interessanti, attori che lavorano con compagnie prestigiose, che sono stati diretti da registi internazionali, candidati a premi e riconoscimenti nazionali). Tanti sono i nomi di questi artisti che si possono trovare nei calendari, nei curriculum e nei documenti prodotti da Progetti Carpe Diem.

Un’attività ventennale estranea a una visione localistica e “autarchica” isolana e che ha prodotto spettacoli capaci di confrontarsi con un pubblico che non si aggrega attraverso gli eventi promossi nei social network ma che agisce sulla base della curiosità, dell’informazione sui media nazionali: un pubblico giustamente esigente e non certo compiacente che ha sempre apprezzato il coraggio di Progetti Carpe Diem e premiato la volontà di questa struttura di non rifugiarsi in meccanismi amatoriali e “autoreferenziali”, ma di riferirsi a una dimensione vasta e contemporanea nelle proprie proposte.

Progetti Carpe Diem è il soggetto che, primo in Sardegna ed in Italia (fin dal 1996) ha dato vita nelle Miniere di Montevecchio ad una esperienza di “Cantiere culturale” che ha coinvolto centinaia di giovani sardi ed europei mettendoli in relazione formativa con grandi artisti nazionali ed internazionali.
Progetti Carpe Diem ritiene, da sempre, che il valore principale della produzione artistica e dell’azione culturale che opera attraverso i linguaggi delle arti, e del teatro in particolare, stia nella capacità di stimolare e favorire la formazione e la crescita individuale e collettiva delle persone e dei territori a cui quella produzione e quella azione sono rivolte, con la convinzione che la cultura e le arti abbiano il dovere di riuscire a stimolare nelle persone riflessioni su questioni collettive essenziali e non invece di permettere di rifugiarsi, come sta sempre più accadendo, in una dimensione minimalista capace solo di “narrare” rapporti che riguardano identità ristrette e parziali (famiglia, dinamiche di coppia, relazioni interpersonali) astratte da contesti più generali.

Un sostanziale aspetto, poi, che contraddistingue l’attività pluriennale di Progetti Carpe Diem è sempre stata la capacità di produrre e organizzare straordinarie occasioni di cultura teatrale (e non solo spettacoli) fuori dalle strutture teatrali convenzionali.

Negli anni passati sono stati diversi i luoghi “abitati” dai progetti di Carpe Diem: oltre alle Miniere di Montevecchio, con il Festival Cantiere (che ha visto la partecipazione di straordinari artisti di livello nazionale e internazionale quali tra gli altri Rodrigo Garcia, Barbara Nativi, Ascanio Celestini, Vinicio Capossela, Maria Paiato, Marco Cavicchioli), i paesi della Marmilla, Quartu e le case campidanesi (dove un antico magazzino di vini in mattone crudo per quattro anni diventò l’indimenticabile Spazio Carpe Diem). Dal 1996 a oggi; dal Progetto Cervantes (primo e ancora oggi unico progetti cittadino di un ciclo di spettacoli tematici che coinvolgesse e valorizzasse il centro storico) alla Casa delle Storie (residenza atelier teatro molto “imitato”) anche le città (luoghi, piazze, teatri) di Cagliari, Oristano e Bosa sono state spesso luoghi ideali di progettazione e realizzazione di rassegne e spettacoli proposti da Carpe Diem.